In Sardegna

Sant'Elia, la serie A è solo un ricordo: viaggio nel cantiere infinito dello stadio di Cagliari

SantElia-esterno-degrado

CAGLIARI. Gli ultimi gol, nella gara amichevole di arrivederci al Sant’Elia, li hanno segnati Conti, Cossu, Nené e Suazo, soltanto lo scorso 1° giugno. Oggi, a distanza di sei mesi, dello storico stadio di via Vespucci è rimasto solo lo scheletro. Le tribune sono state già spostate nella Sardegna Arena, impianto che sorge di fronte ai Distinti, mentre dell’erba che copriva il terreno di gioco non c’è più traccia. Ma è soprattutto all’esterno, nelle parti tra la recinzione e gli ingressi ai vari settori, che si può facilmente notare l’incuria. Detriti di cantiere, macerie e, dappertutto, erbacce incolte che fanno da rifugio, insieme a qualche pedana di legno, a una nutrita colonia di gatti che, da qualche mese, popola l’angolo tra la Curva Sud e i Distinti.

Nello spiazzo dove un tempo c’era il parcheggio dei mezzi delle forze dell’ordine, insieme a quello per le biciclette, ora regna un cumulo di seggiolini azzurri, staccati per poter poi eseguire i lavori. Fanno bella mostra di sé anche decine di lampade dei riflettori, ormai smontate e lasciate a terra in attesa di un nuovo uso che, chissà, se ci sarà davvero. Per non parlare delle piante che affollano alcuni tratti di recinzione, che si affacciano dalle grate fino all'esterno.

Ci sarà ancora da aspettare prima che vengano assegnati i lavori di ricostruzione dello stadio inaugurato subito dopo lo storico scudetto del 1970, vinto all’Amsicora. Ancora il Cagliari Calcio non ha ufficializzato chi si occuperà del progetto, ma la sensazione è che passeranno ancora diverse settimane prima di avere un nome.